Anolini.

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Anolini parmigiani

Gli anolini sono una tipologia di pasta all’uovo ripiena originaria della Provincia di Piacenza (in piacentino “anvëin“ o “anvén“) e diffusa anche in quella di Parma (in parmigiano anolén). Esiste una variante della provincia di Cremona nota come marubini (o “marubén” in cremonese, nome comunemente utilizzato anche nella pianura nord-orientale piacentina).

 

È un piatto con radici antiche, già conosciuto e menzionato dal famoso cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi nel 1500[3][4], tramandato di generazione in generazione nelle famiglie. La tradizione piacentina vuole che durante la Vigilia di Natale la famiglia si riunisca per la preparazione degli anolini di Natale (o “anvëin d’ Nadel” come sono definiti nel Piacentino).

 

Il piatto è ricco ed elaborato, come del resto molti piatti proposti nelle festività importanti, ma l’insieme degli ingredienti ne fa un piatto raffinato.

Origine:

Il termine deriverebbe dal latino “anulus“ ossia anello. Nasce come raviolo o pasta ripiena nel XII secolo, ce ne fa memoria Salimbene De Adam nella sua “Cronica” del 1284 ma dobbiamo arrivare al 1500 con Bartolomeo Scappi che li ha fatti comparire sulle mense dei re e dei papi.

Storia:

È un piatto con radici antiche, tramandato di generazione in generazione nelle famiglie.

Fa storia quanto tratto dal diario del principe Cosimo Meli Lupi di Soragna cortigiano alla Corte Ducale parmense nel 1793 riportava che il Duca Don Ferdinando I Borbone amante delle genuine tradizioni per la buona tavola amava “cingersi il grembiule di cuoco” per: “…formare i raviuoli detti nel dialetto nostro anolini.”